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Nuove tecnologie e sviluppo

la doppia faccia della stessa medaglia

A cura del “Gruppo di Lavoro “Infanzia e Adolescenza” dell’Ordine degli Psicologi e delle Psicologhe della Regione Abruzzo, con la collaborazione della dott.ssa Giulia Carlotta Guerra (Università “G. d’Annunzio di Chieti-Pescara) e della dott.ssa Maria Teresa Positano (Università “G. d’Annunzio di Chieti-Pescara)

L'impatto delle nuove tecnologie sullo sviluppo psicofisico dei bambini è un argomento di crescente interesse e preoccupazione. Numerosi ricercatori si sono interessati all’argomento per comprendere come l'utilizzo diffuso di dispositivi digitali (i.e. smartphone, tablet e computer) possano influenzare diversi aspetti dello sviluppo infantile. Le organizzazioni pediatriche di tutto il mondo hanno espresso preoccupazione per l’uso dei media digitali durante l’infanzia. Le attuali raccomandazioni scoraggiano l’uso di queste tecnologie prima dei 2 anni di età [1], ma gli studi dimostrano che tali indicazioni, in tutto il mondo, non sono seguite dalle famiglie [2-3]. Nonostante queste raccomandazioni, infatti, alcuni autori [2] hanno rilevato che il 92,2% dei bambini viene introdotto ai media digitali prima del compimento di un anno. Nel corso del tempo, senza dubbio, si sono verificati e continuano a verificarsi dei cambiamenti nell’uso dei media, poiché nuovi dispositivi e contenuti sono resi sempre più disponibili e fruibili. Per esempio, i rapidi sviluppi delle tecnologie hanno consentito di creare anche software e dispositivi utili per l’istruzione, dalle scuole primarie all’università, fornendo strumenti digitali che seguono e supportano gli alunni durante il processo di apprendimento sia a scuola che a casa [4-5].

La ricerca scientifica si è dedicata all'analisi dell'impatto dei media sullo sviluppo psicofisico del bambino (come lo sviluppo cognitivo, sociale ed emotivo, fisico, linguistico e dell'apprendimento) [6-7]. L’uso dei media digitali inizia in una fase cruciale dello sviluppo, in cui i bambini stabiliscono le abitudini e le relazioni che serviranno come base per le esperienze future [8]. Nei loro primi anni, i bambini hanno bisogno di vivere una varietà di esperienze sensoriali [9-10] e la qualità delle prime relazioni tra neonati e caregiver determinerà il successivo sviluppo emotivo [11]. È fondamentale comprendere la potenziale influenza dei media digitali sullo sviluppo del bambino e sulle interazioni genitore-figlio poiché le esperienze positive sono la base per un buon sviluppo cognitivo [9-10] ed emotivo [11].

Gli studi presenti in letteratura non dimostrano come la tecnologia sia negativa per lo sviluppo psicofisico dei bambini, ma mettono in rilievo la presenza di determinate condizioni che possono influenzare negativamente lo sviluppo del bambino [2]. I ricercatori evidenziano come l’utilizzo delle nuove tecnologie possa avere sia un effetto positivo che un effetto negativo sui vari aspetti dello sviluppo psicofisico del bambino.

Per quanto riguarda gli effetti positivi, l'accesso a contenuti educativi online può favorire la crescita intellettuale del bambino, offrendo opportunità di apprendimento interattivo, migliorando le capacità di attenzione, la motivazione e il coinvolgimento [12]. L’insieme delle abilità che i bambini sviluppano giocando ai videogiochi può fornire loro le basi di un‘alfabetizzazione informatica e può aiutare a prepararli per materie scolastiche come la scienza e la tecnologia, dove sempre più attività dipendono dalla manipolazione delle immagini su uno schermo [7]. Dal punto di vista dello sviluppo sociale ed emotivo, le tecnologie consentono ai bambini di comunicare e interagire in modi nuovi, ma è essenziale bilanciare l'uso della tecnologia con le interazioni faccia a faccia per uno sviluppo sociale sano. L'eccessivo utilizzo dei dispositivi digitali potrebbe, infatti, contribuire a problemi di salute mentale, come ansia e depressione, specialmente se non è controllato e monitorato dai genitori.

L'accesso a programmi educativi e contenuti multimediali può contribuire positivamente all'apprendimento del linguaggio, ma è importante monitorare la qualità del contenuto. La ricerca ha infatti dimostrato che le attività interattive durante la lettura di un libro di fiabe possono aiutare i bambini a comprendere e a scoprire meglio le funzioni e la struttura del linguaggio scritto [13]. Negli ultimi due decenni si è verificato un enorme flusso di programmi informatici volti a facilitare l'alfabetizzazione precoce dei bambini. Studi di revisione hanno dimostrato che tali programmi sono promettenti, in quanto può essere offerto un approccio su misura in risposta alle esigenze del singolo bambino [13-14]. Considerando, infine, i processi di apprendimento, la ricerca evidenzia come l'uso moderato e guidato delle nuove tecnologie possa contribuire allo sviluppo di competenze digitali essenziali per il futuro, ma è importante insegnare anche l'etica digitale e le pratiche sicure online. La presenza di software educativi permette all'allievo di imparare a lavorare sia in maniera autonoma che in maniera guidata, favorendo così l'aumento dell'autoregolamentazione e la capacità dell’apprendimento autonomo [15].

Gli effetti negativi dell’utilizzo delle nuove tecnologie, evidenziati dalle ricerche in letteratura, si concentrano sulle modalità con cui i bambini si interfacciano con i dispositivi tecnologici e il ruolo del genitore. Si potrebbe partire da comportamenti che vengono quasi spontanei nella quotidianità familiare, come lasciare la TV accesa in sottofondo per la maggior parte del tempo. Questa può essere una distrazione problematica, che potenzialmente interferisce con le interazioni caregiver-figlio e porta a una marcata diminuzione della reattività genitoriale [16-17], che può essere un fattore di rischio per lo sviluppo dei bambini più piccoli [17]. L’uso dei media durante i pasti può avere un impatto negativo sulle interazioni familiari o incoraggiare comportamenti scorretti [18]. Questo comportamento può anche interferire con l’esperienza alimentare dei bambini, portando a un calo di interesse per il cibo, perdita di appetito o aumento del peso [19]. Dal punto di vista fisico, inoltre, l'uso eccessivo delle tecnologie può portare a uno stile di vita sedentario, con conseguenze negative sulla salute fisica, come l'aumento del rischio di obesità infantile. L'esposizione prolungata ai display può influenzare anche la salute oculare, causando affaticamento degli occhi e altri problemi visivi. Riguardo agli effetti negativi delle nuove tecnologie sullo sviluppo cognitivo, invece, i ricercatori riferiscono come una prolungata esposizione a schermi digitali può comportare dei rischi, come la dipendenza digitale e un'eventuale diminuzione del tempo dedicato ad attività fisiche e sociali.

Un altro comportamento frequentemente usato dai caregiver è quello di offrire ai propri figli dispositivi digitali per calmare o fermare i capricci dei propri bambini, soprattutto quando sono in pubblico. È più probabile che i bambini con difficoltà socio-emotive ricevano telefoni cellulari per aiutarli a rimanere calmi e tranquilli [20]. Neonati e bambini piccoli con problemi di autoregolazione, ad esempio, possono ricevere un'esposizione più frequente ai dispositivi da parte di chi si prende cura di loro [18]. È noto che la capacità dei bambini di regolare le proprie emozioni e il proprio comportamento si sviluppi gradualmente con le interazioni dei caregiver, attraverso un sistema di comunicazione diadico reciprocamente regolato [21]. L’incapacità di regolare le proprie emozioni ha un effetto sul comportamento pro-sociale [22], sulla desensibilizzazione e sulla propensione al comportamento violento e aggressivo dovuto alla fusione del mondo reale e dell'ambiente virtuale simulato nei giochi al computer [23].

Sappiamo come il momento del gioco sia un’occasione importante, per i genitori, per stabilire una connessione emotiva con i propri figli, per stimolare il loro sviluppo cognitivo, fisico e sociale, nonché per lo sviluppo cerebrale del bambino [24]. L’uso della tecnologia rischia, tuttavia, di danneggiare questo fondamentale processo anche da un altro punto di vista. Nel tentativo di definire ciò che costituisce un uso “problematico” dei media e della tecnologia sullo sviluppo del bambino, infatti, è affiorata la necessità di considerare anche l’uso dei media da parte dei genitori, facendo riferimento a due fenomeni: la technoference e il phubbing.

La technoference [25] è associata a interruzioni causate dalla tecnologia nelle interazioni genitore-figlio. Il concetto di “phubbing” [26], invece, è una combinazione di “phone” e “snubbing” e si riferisce alla pratica di ignorare le altre persone e di concentrarsi sugli smartphone durante la comunicazione interpersonale. Entrambi i fenomeni spiegano come l’uso inappropriato dei social media influisca sulla genitorialità, causando distrazione dei genitori e diminuendo i livelli di impegno quotidiano dei caregiver [27]. I telefoni cellulari interferiscono con le interazioni genitore-figlio, rendendo i genitori meno reattivi ai bisogni dei propri figli [28]. Inoltre, la ricerca sugli adolescenti ha scoperto che coloro che hanno sperimentato più episodi di phubbing da parte dei genitori segnalano maggiore alienazione [29] e minore appartenenza [30], portando ad attaccamenti meno sicuri. Il tipo di relazione instauratasi nei primi anni di vita tenderà a riproporsi anche per i successivi, come per l’adolescenza. Entrambi i fenomeni sopra nominati portano a ridurre la percezione dei sentimenti di calore genitoriale da parte degli adolescenti, rendendoli inclini a sentimenti ansiosi e depressivi [31]. Il declino del benessere sociale e psicologico, come l’aumento della solitudine e della depressione, è causa, a sua volta, di una diminuzione della comunicazione all'interno della famiglia [32] e di una modifica delle dinamiche e delle interazioni familiari [33], che risultano più ostili e problematiche.

Considerando gli effetti sia positivi che negativi dell'uso delle nuove tecnologie sullo sviluppo psicofisico del bambino, possiamo affermare quanto sia necessario trovare un equilibrio tra l'accesso alle tecnologie, la promozione di esperienze di apprendimento più ampie e il raggiungimento di uno stile di vita sano. Pertanto, l'orientamento e la supervisione attenta da parte dei genitori risultano fondamentali ed essenziali per massimizzare i benefici e ridurre i rischi associati all'uso delle tecnologie digitali nei bambini.

In quest’ottica, riteniamo molto importante anche il ruolo di psicologhe e psicologi nel fare da ponte alla comprensione e alla diffusione delle buone prassi digitali. Tutti coloro che lavorano, a qualsiasi livello, con i bambini, con i loro genitori o con persone che si occupino, a loro volta, di età evolutiva devono poter essere in grado di tradurre questi studi in una conoscenza capillare e di diffondere una coscienza collettiva sull’utilizzo delle nuove tecnologie con i minori.

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